Ricordiamo i fatti storici - importanti e meno importanti, o anche solo curiosi - della nostra città
venerdì 26 luglio 2013
26 luglio 1862 - varo della fregata corazzata "Juan de Austria""
Il 26 luglio 1862 al Cantiere S. Marco viene varata la fregata corazzata in legno "Juan de Austria" di 3650 TD; committente la I. R. Marina Austriaca
martedì 23 luglio 2013
23 luglio 1906 - inaugurazione della stazione ferroviaria di Opcina Staatsbahnhof
Contemporaneamente, la nuova stazione fu collegata con la stazione Opcina Südbahnhof, lungo la Ferrovia Meridonale, per mezzo di una breve bretella di 2 km
domenica 21 luglio 2013
21 luglio 1901 - primi inquinamenti da petrolio
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| una cartolina dei "bacini del petrolio di San Sabba" ai primi del '900 |
Un lettore, assiduo frequentatore del bagno pubblico dietro la Lanterna, scrive una protesta al giornale "Trieste":
"Da alcuni giorni è ormeggiato in porto, nelle vicinanze della diga, un piroscafo che ha sbarcato a San Sabba un carico di petrolio. Su quel piroscafo ora puliscono i serbatoi e gettano i rimasugli in mare. In tutto il porto, fino a Sant'Andrea, l'acqua è coperta da uno strato di petrolio. Puoi credere che per coloro che vogliono tuffarsi in mare non è certo piacevole di trovare, anziché acqua, un bagno di petrolio".
sabato 20 luglio 2013
20 luglio 1866 - Battaglia di Lissa
Venerdì 20 luglio 1866, nelle acque di Lissa (Vis) la flotta austriaca al comando del trentanovenne contrammiraglio Wilhelm von Tegetthoff attaccò e sconfisse la flotta Italiana comandata dall'ammiraglio Persano.
Di fronte agli 7492 uomini d'equipaggio della flotta austriaca stavano 16000 uomini imbarcati sulle unità italiane.
Alle 7 corazzate austriache per 27.000 tonnellate e 176 cannoni di tecnologia superata, facevano riscontro 12 corazzate italiane per 46.000 tonn. e 252 cannoni moderni di grosso e medio calibro.
Contro i 7 navigli austriaci per 18.000 tonn. e 342 cannoni, gli Italiani disponevano di 13 navigli per 35.000 tonn. e 424 cannoni.
Le artiglierie italiane potevano sparare da 1000 metri con proiettili fino a 1,5 quintali; i proiettili austriaci non pesavano più di 13 chili.
Vedendo arrivare la flotta austriaca, Persano esclamò ridendo:"Arrivano i pescatori!". Tegetthoff ai suoi disse: "Su navi di legno, cuori d'acciaio!" Tegetthoff impartiva gli ordini ai suoi in italiano e in dialetto veneto. Al proprio capo timoniere chiese: "Cossa te par, Nane, ghe la faremo?"
Sfondata la linea di difesa nemica e gettato lo scompiglio tra le sue file, alle 11.30 la fregata austriaca "Erzherzog Ferdinand Max" al comando di Tegetthoff, sperona la "Re d'Italia" che affonda nel giro di due minuti e mezzo portando con sè circa 600 uomini.
Alle 14.32 la corazzata italiana "Palestro" esplode ed affonda a causa dei colpi subiti che avevano innescato un incendio a bordo. La flotta italiana si volge quindi verso ovest, abbandonando il campo di battaglia.
Un mese dopo, il 6/8/1866, in seguito ai danni subiti e ad una tempesta, anche la modernissima, superba corazzata "Affondatore" (costruita da poco in Gran Bretagna), affondò al largo del porto di Ancona.
Con la pace di Vienna, del 3 ottobre 1866, l'Italia in grazia della sua alleanza con la Prussia vincitrice a Sadova, ottenne il Veneto (dal quale provenivano buona parte dei marinai che avevano combattuto con Tegetthoff).
Ma se a Lissa avesse vinto la flotta italiana, le rivendicazioni territoriali sarebbero state sicuramente maggiori. Alcuni storici parlano della possibile cessione dell'Istria o di parte della Dalmazia, o del Trentino.
Vi immaginate se l'Austria avesse dovuto cedere Trieste nel 1866?
Quando Trieste vedrà una sua via degna di tale nome dedicata a Wilhelm von Tegetthoff che ci salvò all'Austria?
Da leggere: "Lissa, 1866. La grande battaglia per l'adriatico" di Giacomo Scotti
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